Il nostro libro degli ospiti, per i vostri commenti e suggerimenti

Il libro e’ aperto a tutti coloro che desiderano lasciare un commento, un suggerimento, una critica o un loro pensiero sul nostro sito. Noi accettiamo tutto, il positivo ed il negativo al fine di migliorarsi sempre e tutto questo non potra’ altro che farci immenso piacere!


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The book is open to all those people who desire to leave a comment, a suggestion, a criticism or one thought of theirs on our site. We accept everything, the positive one and the negative one with the purpose to always improve him and everything this won’t be able anything else other than stuffed immense to like!

Battaglia Terme Pontelongo navigando lungo il Canale Vigenzone

Siamo nel 1998, ed esattamente Domenica 31 Maggio. Una data storica per lo svolgimento della XVIII edizione della “Remada a seconda”, in quanto dopo trent’anni di inattività, le porte della conca di navigazione a Battaglia Terme si sono riaperte, per lasciar passare e navigare le imbarcazioni che partecipavano a questa importante manifestazione sportiva. Questo manufatto unico in Europa ed inaugurato da Benito Mussolini il 1° Giugno del 1923, è stato testimone nel tempo del lavoro e delle fatiche dei “barcari”, che per tanti anni magistralmente hanno condotto le loro imbarcazioni da Padova a Monselice, da Battaglia Terme a Pontelongo e poi a Chioggia, cariche di materiale da costruzione, di prodotti agricoli e combustibili. Quel giorno, saliti a bordo del mototopo Giorgio comandato da Riccardo Cappellozza, ci siamo lasciati trasportare lentamente nelle acque del Vigenzone per poi entrare nel fiume Bacchiglione sino a raggiungere il paese di  Pontelongo. E’ stato come riscoprire il passato, immergendosi nella pace e nella tranquillità della natura, lontani così dal quotidiano grigiore del soffocante traffico automobilistico. In questo giorno abbiamo quindi riscoperto alcuni importanti valori del passato offuscati dal presente. La partenza è avvenuta da Battaglia Terme per proseguire verso Pernumia (passo Acquanera), Due Carrare (Ponte de Riva), Cartura (Cagnola), Bovolenta e Pontelongo l’arrivo. Durante il viaggio sono state previste alcune soste di carattere “tecnico” per rifocillare gastronomicamente i partecipanti e non, senza mancare la famosa Cuccagna denominata ”Brinca el sacheto” in Località Ponte de Riva. Il filmato è in versione integrale senza l’aggiunta di alcuna colonna sonora musicale, ed ho voluto trasmetterlo così affinché tutti coloro che vi hanno partecipato e non, possano godere appieno delle immagini e dei ricordi, mantenendo soprattutto viva la memoria su chi non è più tra di noi.

150 anni dell’Unità d’Italia, 2 Giugno 2011 Battaglia Terme (PD)

2 Giugno, ogni anno dal 1946, è Festa Nazionale e si celebra per la nascita della nostra amata Repubblica Italiana. Ogni anno penso a mio bisnonno Bottin Urbano, classe 1884, che combatté durante la Prima Guerra Mondiale, come tanti altri ragazzi di quel tempo, per restituirci libertà e democrazia, tanti e troppi a costo della loro stessa vita. Ogni anno penso ai tanti militari e civili, di qualsiasi razza, età e nazione, che perirono durante la Seconda Guerra Mondiale, sempre per restituire alle generazioni future la Libertà e la Democrazia. Mio padre Gastone, classe 1926, non ha combattuto come tanti altri amici e compaesani, ma ha vissuto la guerra da civile, e con tutti i suoi orrori. In mio padre ho sempre visto, nella sua vita e nel suo modo di essere, l’alto senso spirituale di libertà interiore, nel completo rispetto dell’altrui persona. In questo debbo ringraziarlo, poiché ritengo di avere interiorizzato e diffuso questo alto valore, quasi ad averlo oramai somatizzato. Quest’anno in tutta Italia si sono svolti i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, a partire da un lungo itinerario che il nostro Presidente dell Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto percorrere nei luoghi della memoria. L’alto e profondo senso delle Sue parole, ha toccato il cuore degli Italiani. Anche qui a Battaglia Terme si sono succedute iniziative ufficiali per il festeggiamento dell’Evento Nazionale, in particolar modo è stato lodevole, da parte dell’attuale Amministrazione Comunale, premiare con una pergamena ed una spilla di riconoscimento, tutti gli Amministratori ancora in vita che si sono succeduti in questo paese, e che si sono quindi prodigati e resi utili al buon andamento della comunità.

Mio padre Ferrato Gastone classe 1926

Mio padre Ferrato Gastone classe 1926

Con questa mia pagina desidero ricordare ai figli di questa amata Italia ed alle future generazioni, di tenere sempre alto e vigile il ricordo storico della nostra Patria, affinché le guerre tra i popoli non abbiano più a venire, e che la Democrazia e la Libertà sia sempre il pilastro portante della nostra vita.

Giorgio Ferrato

Villa Selvatico a Battaglia Terme (PD) nell’anno 1977

Siamo negli anni ’70 e Giorgio con il fratello maggiore Mauro ed alcuni amici tra cui il caro amico scomparso Fabio Foladore, giravano spesso per i colli e lungo la ferrovia sempre alla ricerca di angoli nuovi da scoprire. Una cosa in modo particolare li incuriosiva, visitare Villa Selvatico ed il suo meraviglioso parco in quanto il suo fascino li aveva a dir poco stregati. L’adrenalina era tanta poiché avevano paura che il custode li scoprisse, ma altrettanta era la curiosità. Furbescamente riuscirono ad entrare e con grande interesse visitarono ogni angolo di quella villa. Erano talmente suggestionati da sentirsi parte di Lei, come avessero già vissuto in un’altra era quei momenti. Una cosa però saltò subito all’occhio di tutti loro, lo stato di degrado ed incuria al quale era stata lasciata. Ne parlarono al tempo con la professoressa di storia dell’arte a scuola, con l’amico Franco Sandon e con suo fratello Gianni e da qui nacque l’idea di costituire un comitato per la salvezza della Villa Selvatico, il C.V.S.. Vennero scattate inoltre parecchie fotografie che vennero poi  inserite  in una mostra, l’idea era quindi di rendere pubblica la situazione in cui versava questa splendida perla dell’arte e sensibilizzare quindi il paese. Va aggiunto un vivo ringraziamento all’amico e compagno di liceo Alberto Bottiglione con il quale poterono realizzare questo breve filmato che versa in  discrete condizioni di conservazione.

[english] We are in the 70s and Giorgio with the elder brother Mauro and some friends including dear friend disappeared Fabio Foladore, often running for the hills and along the railroad always looking for new angles to explore. One thing especially incuriosiva them, visit Villa Selvatico and its beautiful park since its charm them mired in bewitched. The adrenaline was so because they were afraid that the caretaker discovered them, but was much curiosity. Furbescamente managed to enter with great interest and visited every corner of the villa. They were so suggestionati felt part of her, as they had already lived in a different era those moments. One thing, however, immediately jumped to all of them, the state of deterioration and neglect which had been left. It spoke to time with the professor of art history at school, with his friend Franco and Sandon with her brother Gianni was born here and the idea of forming a committee for the salvation of the Villa Selvatico, CVS. Were also taken several photographs that were then incorporated into a show, the idea was then to make public the situation where paid this splendid pearl of awareness and therefore the country. It should be added a heartfelt thanks to a high school and companion Alberto Buttiglione with which they could achieve this short movie that is in discrete conditions.

Il Silenzio fuori ordinanza

Quante volte vi sarà capitato nella vostra vita di ascoltare il brano musicale “Il Silenzio”, magari suonato magistralmente dal grande Nini Rosso e dalla sua tromba, e provare brividi di emozione. Aggiungo che oltre all’emozione tanti di noi “ragazzi” che hanno fatto il servizio militare, abbiamo provato una sensazione in più, e qualcosa di molto profondo e speciale. Ogni scaglione di ogni mese e di ogni anno si è ritrovato, alla fine del servizio militare ed a poche ore dal congedo, in piazza d’armi per assistere ad un evento eccezionale, essere presenti sull’attenti al suono del “Silenzio fuori ordinanza”, magistralmente suonato dal trombettiere di turno.

Era l’Aprile del 1981 quando il sottoscritto ha terminato il periodo di naia, ed ho registrato questo evento con un registratore a cassette. Quello che ascoltate di sottofondo allo slide fotografico, è il “Silenzio” del mio congedo e di tutti gli amici congedanti del tempo, con i quali ho veramente condiviso gioie e dolori al 5° Battaglione “Bolsena”.

Vogliate scusarmi tutti se ho approfittato delle vostre fotografie presenti nel gruppo di Facebook, ma ho trovato giusto condividerle con voi e con quello che ognuno di noi ha messo a disposizione, raccogliendo il tutto in uno slide con la nostra più bella musica!

Voglio ricordare qui in questo contesto il grande amico toscano Volpi Moreno, che è stato il trombettiere ufficiale della Spaccamela fino al Dicembre del 1980, e che fu il musicista della cerimonia di inaugurazione del Ponte Bailey di Chioggia nell’Agosto del 1980. Quando arrivai da cosiddetta “spina” in caserma ad Udine, fu lui che mi rassicurò e che mi diede il posto di branda vicino al suo nella camerata della III compagnia, fu come il “nonno” che mi tenne sotto la sua ala protettrice.

Dopo 35 anni passati a Dicembre del 2014 sono andato a trovarlo a casa sua, ed è stata una grande rimpatriata tra vecchi amici assieme alle nostre rispettive famiglie. Qui di seguito alcune foto che l’amico Moreno è riuscito a trovare tra i suoi vecchi archivi, a testimonianza quindi anche del suo glorioso passato.

Grazie Moreno per la tua grande e duratura amicizia

Il ponte più lungo d’Italia, il ponte Bailey di Chioggia (1980)

Era l’Agosto del 1980, ed io ero in servizio militare presso il 5° Battaglione Genio Pionieri “Bolsena” di stanza ad Udine alla famosa caserma Pio Spaccamela. Lavoravo all’ufficio O.A.I.O (addestramento, operazioni) ed i progetti per il più lungo ponte di ferro militare, denominato Bailey, partirono da quella sede. Ricordo ancora il grande lavoro di progettazione dell’allora Maggiore Carlo Baldracchini e del Cap.no De Luca, i disegni di Roberto Carraro, attento ed esperto disegnatore tecnico.
Il risultato di quest’opera, il ponte di ferro più lungo d’Italia, è stato per anni sotto gli occhi di tutti, a testimonianza del grande lavoro e della grande professionalità del Genio e dei suoi Ufficiali, Sottufficiali e militari. Sono orgoglioso di quanto è stato fatto, sono fiero di aver fatto parte del Battaglione “Bolsena” e di aver conosciuto persone eccezionali, con le quali ringraziando Dio sono in contatto ancora oggi.

Ho voluto così raccogliere foto che ho trovato sul web relative all’opera, o che molto gentilmente Carlo Baldracchini mi ha concesso, e farne un piccolo slide fotografico in video a piccola testimonianza di quanto è stato fatto.

Le statistiche del nostro Blog nel 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per il blog Giorgio Ferrato e Debora Cesaro, in arte FergidMultimedia.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 13.000 volte nel 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 5 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Raduno degli ex del 5° Battaglione Genio Pionieri “Bolsena” – 29 novembre 2014 Tricesimo (UD)

 Riporto testualmente quanto scritto da Paolo Blasi nel sito ufficiale degli ex del Quinto Bolsena

 “Carissimi, questo è il discorso che ho fatto oggi all’incontro di noi ex del 5° Bolsena:

Sono ventuno anni che faccio discorsi e che vi tormento con le mie esternazioni e che pazientemente mi seguite. E allora anche quest’anno eccoci qua a considerare tutto ciò che fa di questo gruppo un insieme significativo, a ricercare l’un l’altro i segni di quel passato fatto di sentimenti, ideali, principi che qualcuno dei nostri detrattori confina frettolosamente nell’ambito della retorica e che invece per noi era (anzi lasciatemelo dire) è il nostro stile di vita. In effetti chi più di noi fa propria la frase di Indro Montanelli (da poco rispolverata leggendo il libro di Aldo Cazzullo “la guerra dei nostri nonni”) che recita: un popolo che non ricorda il proprio passato è un popolo che non ha futuro! Eccoci qua infatti a parlare del nostro passato, e ad ornarlo di tutti quegli episodi che esaltavano il nostro operato, magari omettendo di descrivere aspetti non proprio edificanti delle nostre azioni peraltro permeate sempre di quella buona fede che è nostra peculiarità, non perché frutto di omissioni volute ma più semplicemente perché fisiologicamente rimosse dalle nostre menti, proprio per quell’inconscio desiderio di affidare al futuro immagini pulite e incontaminate, immagini frutto non di fanatiche esaltazioni ma della profonda convinzione che l’etica e la morale propri di una società che sia nell’attualità sana e produttiva e nelle quali noi crediamo siano garanzia di evoluzione nella costruzione di una collettività futura sempre più produttiva e sana. E tutto questo è simboleggiato dalle nostre divise, quelle che un tempo coprivano i nostri corpi e che ora rivestono le nostre anime ma che non significano collettività amorfa e passiva ma le custodie, austere e rigorose, delle nostre convinzioni, l’eredità che i buoni sentimenti auspicio delle generazioni passate hanno costruito nei secoli, quelle divise che Ungaretti, probabilmente perché profondamente italiano nell’anima anche se nato all’estero (ad Alessandria d’Egitto) e studente a Parigi, definiva indossandole nella prima guerra mondiale le culle dei nostri padri. Ecco adesso, dopo aver cercato di inseguire questi personaggi nell’empireo dell’intelletto e della cultura torniamo alle nostre miserie…sì come ho affermato cercavo un sostituto che mi avvicendasse in questo incarico ma senza successo e allora siccome ho avuto da parte di tutti sostegno e incoraggiamenti a proseguire sono qui a dirvi che se lo vorrete proseguirò cercando di trovare la vostra comprensione nel dimenticare drasticità che nel passato erano dettate e provocate da disappunto e da frasi farneticanti Peraltro tutto è troppo importante per finire negletto in sperduti accantonamenti del nostro bagaglio culturale professionale e soprattutto sociale ed ambientale. Ci crediamo e questa è l’anima che spiritualmente guida i nostri incontri e allora avviandomi alla conclusione ribadisco che non siamo gente che si riunisce solo per passare il tempo ma persone legate da profondi e duraturi sentimenti e da reciproca e inossidabile stima. E finisco finalmente prima di tutto ricordando chi ormai non può più far parte attiva del nostro gruppo perché accolto nel grembo dell’eternità, ma che costituisce sempre punto di riferimento per le nostre convinzioni. Poi quelli la cui partecipazione è stata impedita da cause contingenti o da impegni improrogabili e finisco augurando ai presenti e alle rispettive famiglie un sereno trascorrere delle prossime festività e un felice 2015. Un saluto particolare alle signore presenti che ci sostengono, ci hanno sostenuto e ci sosterranno nelle nostre convinzioni, magari flemmatizzando ogni tanto voli pindarici e eccessivi svolazzi delle nostre menti a volte troppo ancorate ad espressioni maschie (non maschiliste vi prego) frutto perlopiù di condizionamenti inevitabilmente assunti in ambito professionale. Grazie signore (ero tentato di dire …”ragazze” ma mi avreste sbeffeggiato) Stasera manca il nostro entusiasta Francesco e allora …IMPERVIA CEDANT”

Paolo Blasi

Michele Granziero anno 1982/1983

Ciao Giorgio e grazie a te vedo che quell’anno di tanti anni fa ha lasciato il segno anche su di te….. Ti invio alcune foto del 1982, alcune in piazza d’armi in addestramento , altre al poligono del Cormor e altre alla carraia della Bevilacqua di guardia.
Alla prossima . Ciao Michele
P.S. : che notizie hai tu del Cap. Antonio Turco., sai per caso dove vive adesso?

 

Scaglione 1° “82 Compagnia Comando e Parco

Roberto Righetti anno 1984/1985

Salve a tutti,

tramite il blog sono arrivato qui, mi chiamo Righetti Roberto, sono di Verona ed ero in prima compagnia agli ordini del Capitano Marcello Pace, poi sono passato in terza compagnia che era comandata da un Sottotenente, ero Caporal Maggiore istruttore e provenivo dai paracadutisti.

Scaglione 9° “84

ricordo il grande Maresciallo Allegretti, grandissima persona…..spero di riuscire a partecipare a qualche raduno prima o poi, mi piacerebbe ritrovare i vecchi coomilitoni……appena riesco postero’ delle foto, tante foto che ancora conservo gelosamente