Il raduno degli ex del 5° Battaglione Genio Pionieri “Bolsena” – Udine 21 Novembre 2009

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Discorso fatto dal Ten. Col. Paolo Blasi in occasione della commemorazione del soldato Giuseppe Marchetti

Carissimi

Consentitemi questo termine non già come sola dimostrazione di affetto ma anche di quella struggente sensazione che mi prende quando si ricordano anni di intenso lavoro, di collaborazione per la confezione di prodotti di qualità e di pregio (come possiamo orgogliosamente definire i nostri soldati quando uscivano dalle nostre grinfie), di umana  e costruttiva coesione con cui si affrontavano i nostri compiti istituzionali, compiti che davano, in quell’epoca,  al termine Pionieri di cui ci fregiavamo anche un significato di sperimentatori, perché affrontavamo  …da pionieri… appunto quel complesso,  delicato e senz’altro significativo problema degli interventi per pubbliche calamità (evolutosi poi in interventi di pubblica utilità). E qui fra noi abbiamo gente che ha affrontato alluvioni, terremoti, ha gittato ponti sia da interruzione che da equipaggio, costruito strade, usato esplosivi non solo per scopi bellici, ha usato armi non per offendere ma per difendere le nostre convinzioni, tramite la cui diffusione permettere ai meno fortunati di aspirare ad una vita migliore, insomma ha fatto di questa professione una missione!

In questa cornice, in questo Comprensorio, che per la maggior parte di noi per lungo tempo è stata “consueta sede di lavoro” e che ci ha visto addestrare, intervenire su mezzi e materiali, apprestarci con metodo affinché i nostri interventi potessero essere in qualche modo pianificati e non affidati all’impronta irrazionale ed emotiva dell’evento che ci accingevamo ad affrontare, parecchi dei nostri anni di gioventù sono volati e adesso siamo qui, con un pizzico di rimpianto, con tanta nostalgia e con tanta voglia di celebrare, a guardarci intorno e ad individuare i luoghi che ci hanno visto lavorare, non senza qualche sacrificio. E qui davanti a questa lapide che commemora questo nostro allora giovane e sfortunato collega dobbiamo rivolgere un doveroso pensiero a tutti quelli che sono caduti mentre operavano determinati a dare un costruttivo apporto in nome del bene comune, ad obbedire alle esigenze imposte dalla società, la quale pretendeva giustamente dalla nostra istituzione risultati concreti e risolutivi.
Si tratta di Giuseppe Marchetti nato il 28/04/1938 e morto  il 20/03/1961   mentre manovrava una gru che disgraziatamente veniva a contatto con cavi elettrici (nella stessa posizione di quelli che adesso sono sopra la nostra testa).
Qualcuno penserà che queste commemorazioni siano tristi e forse non totalmente congrue con il significato del nostro incontro, invece è mio convincimento affermare che questi ricordi tristi, insieme ad altri derivanti da sereni e proficui momenti di aggregazione e lavoro, contribuiscono a rigenerare, tramite la loro linfa vitale, il nostro passato e la nostra voglia di, almeno una volta l’anno, ritrovarci, dando un ulteriore senso alla nostra vita professionale. Vi ringrazio di essere qui numerosi e sono certo che qualche traccia di quell’entusiasmo che ci animava quando costruivamo sotto la Bandiera del Bolsena  permanga quando ci guardiamo negli occhi!  Adesso insieme a questa corona deponiamo ai piedi di questa lapide tutto quello che siamo riusciti a fare di bello, costruttivo ed efficace  con lo scopo, se non altro, di poter dire di essere stati degni del suo grande sacrificio.

E a fine pranzo:


Permettetemi due parole senza  che ciò mi faccia oggetto di accuse di logorrea. Non posso chiudere questa riunione senza dirvi due cose: volevo dirvi che tramite lo strumento elettronico abbiamo ampliato i nostri orizzonti e come vedete oggi abbiamo facce nuove (compresa la sua Sig. Generale)
Una ventata di gioventù ha spirato sul nostro incontro e di questo ne sono orgoglioso.
Abbiamo ricevuto gratificazioni e attestazioni di stima e di affetto da tutta Italia perché coloro che hanno militato nei nostri ranghi hanno avuto modo di contattarmi e rappresentarmi il loro plauso per l’iniziativa … e di questo ne vado orgoglioso.
Qualcuno si è commosso perché dall’altra parte d’Italia è riuscito a vedere le foto dei nostri incontri che lo hanno riportato indietro nel tempo,  e anche di questo ne sono orgoglioso.
Sono anche orgoglioso di rendervi partecipi dei voti augurali che parecchi hanno voluto, mio tramite rappresentarvi e sono:

Gen. MICOCCI – Col. MUNNO (Presidente ANGET) – Col. AMABILE – Col. RADICE – Col. CANU – Col. PACE – Ten.Col. TOLLA – Ten.Col. PUPILLO – Mar. SEMERARO – Mar. DI SANTO – Mar. CIULLO

Sicuramente me ne sarò dimenticato qualcuno e nello scusarmi vorrei che idealmente noi ci stringessimo a tutti quelli che avrebbero voluto essere qui e per circostanze a loro sfavorevoli non sono potuti intervenire.
Senz’altro vorrei qui e subito ringraziare il C.te del 3° Rgt. Gua che stamani ci ha permesso di visitare il Comprensorio del Cormor.

A questo punto rimetto come prassi il mio incarico all’assemblea,

Bene nell’augurarvi uno splendido Natale e un Felice 2010 prego Allegretti come di consueto di dar vigore alle sue ormai  collaudate corde vocali per dare l’incipit affinché dai nostri petti esploda quel grido che tanto ci affascina: IMPERVIA CEDANT  Viva noi del Bolsena.

Ten. Col. Paolo Blasi

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